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L'incommensurabile patrimonio di antiche pievi, chiese, abbazie, monasteri, santuari presente nelle Marche è un grosso valore aggiunto da cui è lecito attendersi maggiori vantaggi, solo se ci fosse una sua fruizione più organica ed efficiente. Il problema (peraltro comune a molte altre regioni d'Italia) delle chiese chiuse per mancanza di preti, di tesori d'arte a rischio, di danneggiamenti ed altro non riguarda solo la Chiesa, ma tutte le istituzioni civili (Stato e Regioni soprattutto) che negli ultimi decenni hanno, peraltro, fortemente investito per ristrutturazioni e restauri. Va ricordato che la regione Marche ha destinato quasi la metà dei fondi a disposizione per il terremoto 1997 al recupero dei beni ecclesiastici. Ma non basta. Occorre una presa di coscienza comune per consentire a questi tesori artistici e storici di inserirsi con maggiore convinzione nei grandi circuiti religiosi. Si parlerà di questo e di altro all'"Agorà dei Giovani" programmata a Loreto nel prossimo settembre (Unionturismo news).
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